Bioedilizia, domotica e non solo: una casa "verde" è un traguardo possibile

Regole per adattare la nostra casa all'ambiente circostante, limitando l'inquinamento e alleggerendo le spese

Andrea Pastore 12/07/2020 0

Al giorno d'oggi, rendere una casa "green" significa dotarla di tecnologie e accorgimenti, non necessariamente dispendiosi a livello economico, che permettano di ridurre sensibilmente l'impatto sull'ambiente delle nostre classiche abitudini quotidiane. Si parte, ad esempio, dai pannelli fotovoltaici e solari, dispositivi con cui ottenere corrente elettrica e acqua calda, limitando le spese delle utenze e l'inquinamento ambientale.

Altro passo indispensabile, la sostituzione delle "vecchie" lampadine a incandescenza (dall'inconfondibile forma a pera, col filamento all'interno) con quelle a led: non scaldano, illuminano di più e consumano molto meno.

Anche la "domotica", la scienza che si occupa dello studio delle tecnologie adatte a migliorare la qualità della vita nella casa, offre un contributo decisivo: smartphone, home assistant e termostati intelligenti innescano i giusti automatismi per controllare riscaldamenti, illuminazione ed altri settori della casa anche a distanza, tagliando i consumi superflui.

Un altro comportamento virtuoso sta a metà fra l'utilità e il design, perchè è possibile "reimpiegare" materiali e vecchi oggetti sia per un discorso prettamente edilizio (pareti in legno lamellare o in fibra di cellulosa, magari tinteggiate con vernici biologiche) sia per farne elementi di arredo. Un locale concepito secondo le moderne tecniche di bioedilizia richiede meno riscaldamento/raffreddamento artificiale (risultato ottenuto brillantemente anche con le finestre isolanti), a tutto vantaggio dell'ambiente e delle tasche.

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Geecom 26/01/2020

La svolta ecologica di Poste Italiane

Poste Italiane sposa la filosofia dell'energia pulita e della tutela dell'ambiente. Da alcuni giorni, infatti, in numerose città italiane (fra cui Imperia, Jesi, Barletta, Firenze, Cagliari, Salerno, Foggia, Piacenza, Reggio Calabria, Pisa, Napoli, Cesena, Taranto, Pescara) sono stati immessi nella circolazione stradale i nuovi motocicli Euro 4, che condurranno le emissioni di CO2 ad una consistente riduzione.

Contestualmente, l'aumento della capacità dei portapacchi posteriori, arrivati quasi a 100 litri, consentirà di accorpare e ridurre i viaggi per per i recapiti, anche in funzione del varo del nuovo programma "Joint Delivery", che estende gli orari delle consegne fino alle 19:45. Questi nuovi veicoli rafforzano una flotta "green" in continua espansione, che conta già numerosi tricicli elettrici al 100%, con potenza di 4kw e velocità massima di 45 km/h, nel pieno rispetto del CdS e dell'ecologia, tanto che una sola ricarica permette ai postini di effetturare l'intero giro di consegne quotidiano.

Da segnalare, poi, ad Imperia, l'introduzione dei tessuti "OEKO-TEX Standard 100" per le nuove divise dei postini: si tratta di una certificazione che attesta l'atossicità e salubrità di tessuti ed imbottiture, senza intaccare minimamente l'estetica e la funzionalità dei giubbotti.

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Andrea Pastore 04/02/2020

Le api stanno scomparendo, a Milano un'autostrada fiorita per salvarle

E' ufficialmente scattato l'allarme api negli ambienti scientifici. Si stima che raggiunga quasi il 50% la perdita dei principali impollinatori del nostro ecosistema, con riflessi inevitabili sulle più comuni colture alimentari. Sul banco degli imputati i pesticidi e i più moderni prodotti chimici utilizzati in agricoltura.

In Francia, gli apicoltori del Sud hanno avviato uno spostamento in blocco delle arnie verso la Bretagna; a Londra, invece, è stata ricavata una maxi-area con prati e corridoi fioriti; in Olanda, per favorire la sopravvivenza delle api, si è puntato addirittura sulle pensiline dei bus, ricoperte di aiuole e fiori. La Norvegia, anni fa, aveva allestito dei punti floreali sui tetti delle case, ogni tot metri.

L'Italia è presente in questo novero, tanto che a inizio Dicembre, nel Parco Nord di Milano, sono cominciati i lavori per sostituire un lungo tratto di asfalto con aiuole e fiori. L'obiettivo sarà ottenere l'autostrada delle api, lunga più di 3 km. Indiscutibilmente, la strada fiorita per eccellenza del nostro paese.

foto tratta da Pixabay - attribuzione non richiesta

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Andrea Pastore 13/12/2020

Giornata Internazionale della Montagna, è allarme ghiacciai: riduzione areale del 60%

Il riscaldamento climatico sta mettendo in crisi e in pericolo i ghiacciai alpini, causando la perdita di neve e ghiaccio e la degradazione del permafrost. E' l'allarme lanciato da Legambiente. Si stima che, negli ultimi 150 anni, la superficie glacializzata dell’arco alpino si sia ridotta addirittura del 60%.

La deglaciazione colpisce principalmente le Alpi Orientali: in base ai dati del Comitato Glaciologico Italiano (CGI), le Alpi Giulie hanno registrato un decremento volumetrico pari al 96%. Non stanno meglio le Alpi Occidentali e Centrali: sulle prime, sono pressochè scomparsi i ghiacciai delle Alpi Marittime; sulle Alpi Centrali, a preoccupare è il grande ghiacciaio dei Forni, secondo per estensione solo all’Adamello: attualmente si mostra appiattito e "crepacciato". Inoltre, la presenza ad alta quota del "black carbon", cioè le polveri derivanti da incendi e inquinanti in pianura (segno allarmante di un elevate impatto antropico), accelera la fusione del ghiaccio.

È quanto emerge in sintesi dal report finale "Carovana dei ghiacciai" realizzato da Legambiente in collaborazione con il Comitato Glaciologico Italiano (CGI) e presentato online il 10 dicembre, alla vigilia della giornata internazionale della montagna.

Nel report, oltre alle osservazioni sui tre settori alpini (occidentale, centrale e orientale), in virtù dei dati raccolti in questi anni dal CGI, Legambiente traccia un bilancio sullo stato di salute dei 12 ghiacciai alpini anche attraverso mappe, grafici e descrizione dettagliate, allo scopo di analizzare la differente reattività di ognuno ai cambiamenti cli­matici monitorati dal 17 agosto al 4 settembre 2020. La regressione dei ghiacciai - puntualizza l'associazione - comporta anche preoccu­panti conseguenze a valle, sulle risorse idriche, e un aumento del dissesto idrogeolo­gico.

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