SUV e impatto ambientale, in Francia pensano ad una tassa sul peso

Riguarderebbe i mezzi oltre i 1800 kg, l'industria automobilistica non ci sta

Andrea Pastore 24/10/2020 0

Da un lato il Governo, dall'altra le aziende costruttrici di automobili. Un aspro confronto che presto potrebbe materializzarsi in Francia, dove l'Esecutivo sta pensando ad una norma "particolare" che contrasti le emissioni nell'atmosfera di biossido di carbonio: imporre una tassa sui SUV, le auto di grandi dimensioni. Insomma, un vero e proprio balzello legato al peso di questi veicoli, "accusati" di incidere negativamente sull'ambiente.

Secondo indiscrezioni, tuttavia, la tassa non avrebbe un raggio d'azione molto ampio: pare infatti riguarderebbe i mezzi con peso superiore a 1800 kg (con un surplus di 10 euro per ogni kg in più), ma il peso medio dei veicoli transalpini è sensibilmente più basso (1200 kg); per questo, la Convenzione dei Cittadini per il Clima, il gruppo di lavoro da cui tutto è partito, spingerebbe ad abbassare la soglia a 1400 kg.

D'altro canto, gli industriali dell'automobile hanno replicato sottolineando che nell'ultimo scorcio di tempo l'aumento ponderale dei veicoli, dei SUV in questo caso, è unicamente legato all'installazione di sistemi e dotazioni di sicurezza.

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Andrea Pastore 04/10/2021

Se l'auto pesa di più, il costo annuo del parcheggio aumenta: succede a Tubinga, in Germania

Ha fatto parecchio discutere il provvedimento emanato nell'ambito del distretto governativo di Tubinga, uno dei circondari dello stato tedesco del Baden-Wurttemberg. La tassa per parcheggiare la propria auto in strada, infatti, è stata "rimodellata" in maniera "ponderale", nel senso che chi possiede auto più pesanti pagherà molto di più dei canonici 30 euro annui previsti fino a qualche giorno fa, cioè prima dell'adozione di questa particolare decisione.

Nessun commento specifico dal Governo centrale, finora, considerando la concomitanza della tornata elettorale. A "pesare", è proprio il caso di dirlo, potrebbe essere stato l'input del Comitato per la protezione del clima, che vede nei veicoli più imponenti (soprattutto i Suv) un problema per i centri urbani, tanto da indurre l'amministrazione locale a quantificare la spesa per l'occupazione del suolo pubblico - da parte degli automobilisti - in rapporto al peso del veicolo.

In concreto, il "superdazio" ammonterà a 180 euro l'anno per le auto che arrivano a 2 tonnellate di peso. Al netto di possibili sfumature politiche dietro questa decisione, non è da escludere che altre città tedesche seguano l'esempio, innalzando ancora di più l'asticella a livello economico.

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Andrea Pastore 03/05/2021

La prima barca a vela mercantile con motore elettrico sta nascendo in Costarica

Sul fronte "emissioni zero", chi sta avanzando a grandi falcate è la Costarica, piccolo stato centroamericano che noi italiani ricordiamo soprattutto per la cocente sconfitta patita ai Mondiali di calcio del 2014 in Brasile.

Ad Ovest della capitale San Josè, infatti, sul versante Pacifico, la compagnia Sailcargo sta portando avanti l'ambizioso progetto di costruire Ceiba, la prima imbarcazione a vela con motore elettrico del mondo. Il legno del telaio deriva da coltivazioni sostenibili, il motore elettrico (che "spingerà" con soli 120 cavalli in condizioni di poco vento e gestirà le varie funzioni dell'imbarcazione) sarà alimentato da pannelli solari, addirittura i 3 alberi offriranno supporto logistico - a mò di argano - durante le operazioni di carico/scarico merci.

Il team progettuale punta tutto sulla drastica riduzione dell'inquinamento provocato dalla tradizionale industria marittima. L'iniziativa si inserisce nell'agenda nazionale per affrontare il cambiamento climatico. Ceiba, che non supererà i 45 metri di lunghezza, sarà in grado di trasportare oltre 250 tonnellate di merci sostenibilie, destinate soprattutto agli Stati Uniti e al Canada. Il 2021 dovrebbe essere l'anno decisivo per l'entrata in scena a pieno regime.

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Andrea Pastore 22/08/2021

Ecco Ioniq 5, la "crossover" elettrica col tetto a pannelli solari per estendere l'autonomia

"Il futuro della mobilità elettrica è arrivato". Con questo slogan, che campeggia sul portale web ufficiale, Hyundai presenta Ioniq 5, la spaziosa "crossover" che fa del comfort, dell'originalità estetica (molto belli i fari ad effetto pixel) e soprattutto della velocità di ricarica i suoi punti di forza principali.

La versione con batteria da 72,6 kWh (accreditata di circa 500 km di autonomia, 100 in più di quella da 58 kWh), infatti, recupera fino all'80% di autonomia in meno di 20 minuti, collegata ad una colonnina di tipo super fast. Lo spirito green di quest'auto, le cui dimensioni medio-grandi (oltre 4,60 metri di lunghezza) non ne pregiudicano affatto l'agilità in strada, è confermato dalla scelta dei materiali per gli interni: eco-pelle, tessuti riciclati e materie prime estratte dalla canna da zucchero la rendono un vero e proprio salottino.

La Ioniq 5 è molto silenziosa, sia nella versione da 170 CV che in quella da 305, dotata di uno spunto eccezionale (sebbene sia molto buono anche nell'altra). Disponibile anche una versione a trazione integrale con due motori elettrici che sprigionano una potenza di 225 kW.

Energia dal sole

Come vi avevamo anticipato un anno fa in questo articolo, nel futuro delle auto elettriche ci sono non solo le batterie, ma anche i pannelli solari, che consentiranno di estendere l'autonomia dell'auto, di limitare la differenza dalle colonnine di ricarica e di ricaricarsi a impatto zero.

La chicca vera e propria della Ioniq 5 sta proprio nel "solar roof", un tetto a pannelli solari (opzionale) che assorbe l'energia solare e la immagazzina nella batteria ad alto voltaggio, permettendo estendere l'autonomia. Per ora si tratta di un guadagno esiguo: in condizioni ottimali, con una giornata di pieno sole, l'auto può percorrere poco più di 4 km grazie ai pannelli solari, che moltiplicati per un anno fanno circa 1500 km (stime ottimistiche, in inverno le condizioni di luce sono ben diverse), ma si tratta di un passo avanti nella direzione giusta.

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