Forestazione urbana, anche a Bari sta nascendo il bosco antismog

L'intervento del gruppo Fastweb rientra nel progetto "Mosaico Verde" promosso da AzzeroCO2 e Legambiente

Andrea Pastore 06/12/2021 0

Lodevole iniziativa del gruppo Fastweb in tema di rigenerazione urbana. Nel Parco ASI di Bari, precisamente nella zona industriale di Bari-Modugno, si sta effettuando in questi giorni la piantumazione di varie specie di alberi, dando vita ad un grosso intervento di forestazione urbana in un'area da 10mila mq.

Si parte con un migliaio di alberi, fino ad arrivare a 3mila nell'arco di un triennio. L'obiettivo, che rientra nel progetto "Mosaico verde" promosso da AzzeroCO2 e Legambiente, è la realizzazione di un piccolo bosco anti-smog che contrasti le emissioni inquinanti presenti nell'area.

Prima del capoluogo pugliese, la stessa operazione è stata condotta a Milano e Roma. Una vera e propria battaglia per il cambiamento climatico, finalizzata a garantire un miglioramento della qualità della vita dal punto di vista ambientale e nel contempo sociale, proprio perchè aumenta la quota di verde urbano fruibile dalla cittadinanza.

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Andrea Pastore 04/06/2020

Emergenza ambientale da Covid-19: dove andranno a finire guanti e mascherine?

Che l'emergenza Covid-19 avesse ripercussioni di carattere sanitario ed economico era chiaro fin dall'inizio. Reparti ospedalieri al collasso e la maggior parte dei settori produttivi in ginocchio rappresentano il conto salato da pagare all'epidemia.

Ma adesso, soprattutto su impulso della associazioni ambientaliste (Legambiente in primis), sta venendo fuori un altro problema grosso, dalla portata potenzialmente devastante: dove andranno a finire guanti e mascherine non differenziati nel modo corretto, se non addirittura abbandonati per strada? Semplice. Oltre ad affollare i bordi delle strade, invaderanno le aree verdi e si disperderanno nel mare, inquinandolo e uccidendo tutti quegli animali che dovessero incappare in questi "bocconi di plastica".

Si perchè la maggior parte della mascherine è realizzata in polipropilene, un materiale che ha fatto la sua fortuna nell'industria della plastica, e sappiamo che plastica e mare non vanno propriamente d'accordo. In Oriente il fenomeno è già dilagante, tanto che mari e spiagge sono infestati dai DPI dismessi.

E in Italia? Il Ministero della Salute ha fortemente raccomandato di gettare guanti e mascherine nel bidone dell'indifferenziato, in 2-3 sacchetti uno dentro l'altro, resistenti e ben chiusi. Amiu Genova, azienda che si occupa dei servizi di raccolta e gestione rifiuti e di igiene urbana nel territorio del capoluogo ligure, ha stimato che se soltanto l’1% delle mascherine usate in un mese non venisse smaltito in modo corretto, si disperderebbe in natura qualcosa come 10 milioni di mascherine e quasi 40 tonnellate di plastica e sostanze sintetiche.

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Andrea Pastore 22/11/2020

Da Greenpeace la guida per scegliere i detersivi senza plastica

Qualche mese fa, Greenpeace, l'organizzazione ambientalista che ha nella difesa dell'ambiente la sua missione principale, ha diffuso il rapporto "Plastica liquida: l’ultimo trucco per avvelenare il nostro mare". L'analisi si è concentrata sui più comuni detersivi presenti sul mercato, selezionandone poco meno di 2mila attraverso il web.

Oltre il 20% dei prodotti considerati (commercializzati da marchi molto noti a livello internazionale) ha rivelato almeno un ingrediente a base plastica, e da un ulteriore - ma più ristretto - campione sono emerse le "microplastiche", cioè materie plastiche in forma solida inferiori ai 5 millimetri, ritenute le principali nemiche dell'ecosistema. Analisi successive più approfondite, sempre nell'ambito del campione ristretto già monitorato, hanno rivelato la presenza di particelle solide ancora più piccole con dimensioni inferiori a 50 micrometri (pari a 0,05 millimetri).

Alla luce di questi risultati, più recentemente Greenpeace ha elaborato una vera e propria guida - in formato cartaceo e digitale - per indirizzare l'utenza verso detergenti e detersivi privi di plastica, elencando tutti gli ingredienti nocivi e permettendo di verificarne la presenza nei prodotti al vaglio prima dell'acquisto.

"Tutte le materie plastiche utilizzate come ingredienti nei detersivi - ha spiegato Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace Italia - finiscono per essere disperse nell’ambiente, raggiungendo i nostri mari. Ciò accade perché molto spesso i filtri degli impianti di depurazione delle acque reflue non riescono a trattenere efficacemente le particelle solide presenti negli scarichi di casa".

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Andrea Pastore 15/01/2020

Ok europeo al "Green Deal", emissioni zero entro il 2050

Martedì 14 Gennaio 2020, è stato approvato il piano "Green Deal". Lo ha reso noto Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea, nel corso della seduta plenaria del Parlamento dell'Unione Europea. Un vero e proprio patto ambientale per avviare un meccanismo di "transizione" con cui l'Europa sarebbe il primo continente a raggiungere la "neutralità climatica".

L'obiettivo cui si punta sono le emissioni zero entro l'anno 2050. Il piano economico prevede l'ingente stanziamento di circa 1000 miliardi in 10 anni, che serviranno soprattutto a sostenere il passaggio all'industria pulita in quei paesi strettamente legati ai combustibili fossili.

L'Italia sarà destinataria di centinaia di milioni di fondo, come ha affermato Paolo Gentiloni, Commissario per gli Affari Economici e Monetari UE. Nel nostro paese bisognerà intervenire principalmente su mezzi di trasporto ed efficienza energetica degli edifici.

foto tratta da Pixabay - attribuzione non richiesta

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