Byron Bay Train, in Australia il primo convoglio del mondo ad energia solare

Andrea Pastore 16/02/2022 0

In tema di sostenibilità, una notizia molto promettente arriva dall'Australia, precisamente da Byron Bay, città del Nuovo Galles del Sud che deve il suo nome all'ammiraglio britannico John Byron, nonno del celebre poeta Lord Byron. Qui, da almeno 2 anni, circola un piccolo convoglio ferroviario, di soli due vagoni, alimentato interamente ad energia solare, con pannelli da 6,5 kw.

Il "trenino", che ha già ispirato molti paesi europei, intenzionati a riproporre questa soluzione, è nato dal riutilizzo, o meglio dalla conversione, di un convoglio tradizionale, da parte della Byron Bay Railroad Company, il cui obiettivo era riattivare la vecchia linea ferrata. L'estetica di un tempo abbinata alla tecnologia moderna.

Il treno, che con un ciclo di ricarica permette di effettuare una dozzina di corse, collega il centro di Byron Bay con la zona turistica, l'equivalente di 3 km. Ognuno dei congegni e dei sistemi del mezzo è alimentato interamente da energia solare, sebbene sia presente anche un motore diesel da utilizzare nelle situazioni di emergenza. I posti a sedere sono un centinaio, la massima velocità raggiungibile si aggira sui 100 km/h. Niente male per il primo treno fotovoltaico del pianeta!

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Andrea Pastore 06/04/2020

Dal veto rigoroso al via libera in tempi di pandemia, il riscatto dei monopattini elettrici a NY

Complice la pandemia di Coronavirus che sta terrorizzando l'intero pianeta, facendo registrare numeri drammatici relativamente a contagi e perdite umane, lo stato di New York avrebbe fatto marcia indietro rispetto all'iniziale "veto" sulla circolazione di monopattini elettrici e biciclette "assistite".

Un paio di anni fa, San Francisco, la stessa New York e Los Angeles avevano fatto segnalare il boom di Bird, un modello di monopattino elettrico entrato di prepotenza sul mercato statunitense e diventato praticamente una moda. Le autorità governative non avevano guardato con favore alla cosa, ritenendo pericolosi questi tipi di veicoli.

Eppure, la praticità, il divertimento e il rispetto dell'ambiente offerti dai monopattini elettrici avevano conquistato gli americani. Se all'epoca era più un fatto di moda, adesso, con la necessità di evitare i mezzi pubblici a causa del virus, questi veicoli "smart", nel senso di agili e svelti, hanno rivelato tutta la loro utilità, tanto che lo stato di New York avrebbe dato l'ok alla legalizzazione, imponendo l'uso del casco ai minorenni e a tutti coloro che guidano monopattini e bici assistite che sviluppano una certa velocità.

Il beneficio immediato toccherà i fattorini (i cosiddetti riders) per le consegne di beni di prima necessità a chi, come è giusto che sia, deve stare in casa per scongiurare l'ulteriore diffusione del contagio.

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Andrea Pastore 03/05/2021

La prima barca a vela mercantile con motore elettrico sta nascendo in Costarica

Sul fronte "emissioni zero", chi sta avanzando a grandi falcate è la Costarica, piccolo stato centroamericano che noi italiani ricordiamo soprattutto per la cocente sconfitta patita ai Mondiali di calcio del 2014 in Brasile.

Ad Ovest della capitale San Josè, infatti, sul versante Pacifico, la compagnia Sailcargo sta portando avanti l'ambizioso progetto di costruire Ceiba, la prima imbarcazione a vela con motore elettrico del mondo. Il legno del telaio deriva da coltivazioni sostenibili, il motore elettrico (che "spingerà" con soli 120 cavalli in condizioni di poco vento e gestirà le varie funzioni dell'imbarcazione) sarà alimentato da pannelli solari, addirittura i 3 alberi offriranno supporto logistico - a mò di argano - durante le operazioni di carico/scarico merci.

Il team progettuale punta tutto sulla drastica riduzione dell'inquinamento provocato dalla tradizionale industria marittima. L'iniziativa si inserisce nell'agenda nazionale per affrontare il cambiamento climatico. Ceiba, che non supererà i 45 metri di lunghezza, sarà in grado di trasportare oltre 250 tonnellate di merci sostenibilie, destinate soprattutto agli Stati Uniti e al Canada. Il 2021 dovrebbe essere l'anno decisivo per l'entrata in scena a pieno regime.

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Andrea Pastore 22/08/2021

Ecco Ioniq 5, la "crossover" elettrica col tetto a pannelli solari per estendere l'autonomia

"Il futuro della mobilità elettrica è arrivato". Con questo slogan, che campeggia sul portale web ufficiale, Hyundai presenta Ioniq 5, la spaziosa "crossover" che fa del comfort, dell'originalità estetica (molto belli i fari ad effetto pixel) e soprattutto della velocità di ricarica i suoi punti di forza principali.

La versione con batteria da 72,6 kWh (accreditata di circa 500 km di autonomia, 100 in più di quella da 58 kWh), infatti, recupera fino all'80% di autonomia in meno di 20 minuti, collegata ad una colonnina di tipo super fast. Lo spirito green di quest'auto, le cui dimensioni medio-grandi (oltre 4,60 metri di lunghezza) non ne pregiudicano affatto l'agilità in strada, è confermato dalla scelta dei materiali per gli interni: eco-pelle, tessuti riciclati e materie prime estratte dalla canna da zucchero la rendono un vero e proprio salottino.

La Ioniq 5 è molto silenziosa, sia nella versione da 170 CV che in quella da 305, dotata di uno spunto eccezionale (sebbene sia molto buono anche nell'altra). Disponibile anche una versione a trazione integrale con due motori elettrici che sprigionano una potenza di 225 kW.

Energia dal sole

Come vi avevamo anticipato un anno fa in questo articolo, nel futuro delle auto elettriche ci sono non solo le batterie, ma anche i pannelli solari, che consentiranno di estendere l'autonomia dell'auto, di limitare la differenza dalle colonnine di ricarica e di ricaricarsi a impatto zero.

La chicca vera e propria della Ioniq 5 sta proprio nel "solar roof", un tetto a pannelli solari (opzionale) che assorbe l'energia solare e la immagazzina nella batteria ad alto voltaggio, permettendo estendere l'autonomia. Per ora si tratta di un guadagno esiguo: in condizioni ottimali, con una giornata di pieno sole, l'auto può percorrere poco più di 4 km grazie ai pannelli solari, che moltiplicati per un anno fanno circa 1500 km (stime ottimistiche, in inverno le condizioni di luce sono ben diverse), ma si tratta di un passo avanti nella direzione giusta.

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