Ok europeo al "Green Deal", emissioni zero entro il 2050

Europa primo continente a raggiungere la "neutralità climatica"

Andrea Pastore 15/01/2020 0

Martedì 14 Gennaio 2020, è stato approvato il piano "Green Deal". Lo ha reso noto Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea, nel corso della seduta plenaria del Parlamento dell'Unione Europea. Un vero e proprio patto ambientale per avviare un meccanismo di "transizione" con cui l'Europa sarebbe il primo continente a raggiungere la "neutralità climatica".

L'obiettivo cui si punta sono le emissioni zero entro l'anno 2050. Il piano economico prevede l'ingente stanziamento di circa 1000 miliardi in 10 anni, che serviranno soprattutto a sostenere il passaggio all'industria pulita in quei paesi strettamente legati ai combustibili fossili.

L'Italia sarà destinataria di centinaia di milioni di fondo, come ha affermato Paolo Gentiloni, Commissario per gli Affari Economici e Monetari UE. Nel nostro paese bisognerà intervenire principalmente su mezzi di trasporto ed efficienza energetica degli edifici.

foto tratta da Pixabay - attribuzione non richiesta

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Geecom 26/01/2020

La svolta ecologica di Poste Italiane

Poste Italiane sposa la filosofia dell'energia pulita e della tutela dell'ambiente. Da alcuni giorni, infatti, in numerose città italiane (fra cui Imperia, Jesi, Barletta, Firenze, Cagliari, Salerno, Foggia, Piacenza, Reggio Calabria, Pisa, Napoli, Cesena, Taranto, Pescara) sono stati immessi nella circolazione stradale i nuovi motocicli Euro 4, che condurranno le emissioni di CO2 ad una consistente riduzione.

Contestualmente, l'aumento della capacità dei portapacchi posteriori, arrivati quasi a 100 litri, consentirà di accorpare e ridurre i viaggi per per i recapiti, anche in funzione del varo del nuovo programma "Joint Delivery", che estende gli orari delle consegne fino alle 19:45. Questi nuovi veicoli rafforzano una flotta "green" in continua espansione, che conta già numerosi tricicli elettrici al 100%, con potenza di 4kw e velocità massima di 45 km/h, nel pieno rispetto del CdS e dell'ecologia, tanto che una sola ricarica permette ai postini di effetturare l'intero giro di consegne quotidiano.

Da segnalare, poi, ad Imperia, l'introduzione dei tessuti "OEKO-TEX Standard 100" per le nuove divise dei postini: si tratta di una certificazione che attesta l'atossicità e salubrità di tessuti ed imbottiture, senza intaccare minimamente l'estetica e la funzionalità dei giubbotti.

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Andrea Pastore 10/04/2021

L'insospettabile inquinamento di Internet, fra motori di ricerca e piattaforme streaming

Senza tener conto dell'accelerata "digitale" che ha imposto la pandemia, che ci ha indotto ad utilizzare molto di più la rete sia per ridurre le attività in presenza (smart working, acquisti online) sia per riempire i vuoti di giornate trascorse per lo più in casa (streaming video), da anni ormai il web e la rete sono centri nevralgici del nostro quotidiano.

Eppure, sebbene intuitivamente si pensi a qualcosa di "immateriale", va detto che anche il digitale inquina, producendo "insospettabili" emissioni di CO2 nell'atmosfera. Si, perchè ad ogni nostro click - che sia rivolto verso un motore di ricerca, un client mail o una piattaforma video - corrisponde il lavoro fisico di un server/data center che deve elaborare il nostro input, consumando molta energia e dunque liberando anidride carbonica.

A ciò va aggiunto il dispendio energerico dei nostri dispositivi "di partenza" (computer, spesso accesi h24, e smartphone) e di tutti quei congegni necessari a raffreddare i server/data center di cui sopra, che altrimenti fonderebbero al momento di gestire la mole enorme di richieste dell'utenza (anche 50mila al secondo nel caso del più noto dei motori di ricerca): secondo una ricerca condotta da Purdue University, Yale University e MIT, l'invio di una mail - ad esempio - comporterebbe un consumo fino a 50 grammi di CO2, che diventano quasi 60 per lo streaming video e si riducono a 0.014 per una telefonata o un sms.

Per ovviare al problema, si va dai consigli più "banali" (evitare di passare attraverso il motore di ricerca, puntando direttamente al sito di interesse) a quelli più "anacronistici" (una telefonata in sostituzione di una mail particolarmente laboriosa), fino a quelli più "solidali" (intesi come meno "global", la lettura di un libro rispetto alla classica serie in anteprima su piattaforma streaming).

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Andrea Pastore 22/11/2020

Da Greenpeace la guida per scegliere i detersivi senza plastica

Qualche mese fa, Greenpeace, l'organizzazione ambientalista che ha nella difesa dell'ambiente la sua missione principale, ha diffuso il rapporto "Plastica liquida: l’ultimo trucco per avvelenare il nostro mare". L'analisi si è concentrata sui più comuni detersivi presenti sul mercato, selezionandone poco meno di 2mila attraverso il web.

Oltre il 20% dei prodotti considerati (commercializzati da marchi molto noti a livello internazionale) ha rivelato almeno un ingrediente a base plastica, e da un ulteriore - ma più ristretto - campione sono emerse le "microplastiche", cioè materie plastiche in forma solida inferiori ai 5 millimetri, ritenute le principali nemiche dell'ecosistema. Analisi successive più approfondite, sempre nell'ambito del campione ristretto già monitorato, hanno rivelato la presenza di particelle solide ancora più piccole con dimensioni inferiori a 50 micrometri (pari a 0,05 millimetri).

Alla luce di questi risultati, più recentemente Greenpeace ha elaborato una vera e propria guida - in formato cartaceo e digitale - per indirizzare l'utenza verso detergenti e detersivi privi di plastica, elencando tutti gli ingredienti nocivi e permettendo di verificarne la presenza nei prodotti al vaglio prima dell'acquisto.

"Tutte le materie plastiche utilizzate come ingredienti nei detersivi - ha spiegato Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace Italia - finiscono per essere disperse nell’ambiente, raggiungendo i nostri mari. Ciò accade perché molto spesso i filtri degli impianti di depurazione delle acque reflue non riescono a trattenere efficacemente le particelle solide presenti negli scarichi di casa".

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