Guida alla coltivazione del basilico

Tecniche e consigli per la coltivazione del basilico: quando seminare e quali cure ha bisogno la pianta

Il basilico, una delle piante più facili da coltivare

Andrea Pastore 02/07/2020 0

Se il pomodoro è il re del tavola, il basilico potremmo considerarlo il principe. Dal punto di vista della classificazione botanica, è una pianta erbacea del gruppo delle lamiacee (anche se la grafia più corretta è lamiaceae), nativa dell'Asia e dell'India. Approdò in Italia ai tempi di Alessandro Magno.

Pesto a parte (con cui condire ottimamente la pasta), in cucina è un ingrediente pressochè fondamentale per l'aroma inconfondibile che lo contraddistingue: che sia pizza, spaghetti al pomodoro o verdure, qualche foglia di basilico sta bene un pò ovunque, a patto che la si aggiunga fresca e non la si faccia cuocere, perchè perderebbe colore e profumo. In ambito medico, l'infuso di basilico è indicato per alleviare le difficoltà digestive e le infiammazioni. Fra le varietà più conosciute, quella genovese e quella napoletana, quest'ultima a foglia molto grande.

Terreno ideale per la coltivazione

Per quanto riguarda la coltivazione, il basilico ama il sole e il caldo, ma soprattutto abbondanti e frequenti innaffiature; solitamente, però, per evitare i ristagni, si tende a collocare in fondo al vaso (che è il luogo di coltivazione più comune, perchè può avvenire anche in balcone) uno strato di ghiaia che assorba l'acqua in eccesso. Insieme al terriccio, è consigliabile l'utilizzo di compost domestico.

La semina avviene fra Marzo e Maggio, la fioritura a Giugno. Molto importante effettuare una potatura regolare, per eliminare erbacce e possibili parassiti: la peronospora è il nemico numero 1 del basilico, ma può essere contrastato anche con una soluzione di acqua e bicarbonato. La surgelazione è il metodo migliore per la conservazione delle foglie del basilico.

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Andrea Pastore 11/06/2020

Guida alla coltivazione del pomodoro

Indiscusso protagonista della cucina mediterranea, noto soprattutto per la sua versatilità, il pomodoro è il frutto (la bacca, per dirla in termini tecnici) di una pianta appartenente alla famiglia delle Solanacee. Ha origini sudamericane ed è stata importata in Europa dai coloni spagnoli. E' molto nutriente, per quanto poco calorico, e assunto sotto forma di estratto garantisce all'organismo una cospicua quantità di licopene, un antiossidante molto importante nelle prevenzione di alcune malattie. E pensare che inizialmente il pomodoro veniva usato soltanto per scopi ornamentali.

Terreno ideale per la coltivazione del pomodoro

Il pomodoro, che ama il caldo e non sopravvive al freddo, solitamente viene coltivato nell'orto, partendo da un semenzaio, o in vaso. Nel primo caso, paradossalmente, si parte proprio nei mesi freddi, cioè Gennaio e Febbraio. Si allestisce il cosiddetto "semenzaio", cioè una vera e propria serra in miniatura, un piccolo vivaio, con alcuni vasetti che ospiteranno 3-4 semi ciascuno. Il semenzaio dovrà essere "installato" in un luogo chiuso e soleggiato, affinchè si possano creare le condizioni migliori per ottenere piantine robuste.

Saranno proprio le più forti fra queste ad essere indicate per il trapianto nell'orto; ecco perchè è consigliabile creare un semenzaio con numerosi vasetti, proprio per avere maggiore possibilità di scelta. Il semenzaio migliore vuole terriccio sterile (dunque non contaminato) e un'irrigazione frequente ma che non determini ristagni d'acqua.

Arrivata la primavera, si procede al trapianto in orto o in vaso delle piantine germogliate. Nel primo caso, bisognerà scegliere un terreno assolato e preventivamente irrigato, ricordando di sistemare dei supporti (un bastoncino di legno, ad esempio) lungo i quali la pianta, che è tradizionalmente rampicante, possa svilupparsi; nel secondo caso, è bene scegliere vasi di almeno 30 cm di diametro, colmi di terriccio e argilla, affinchè le copiose innaffiature di cui il pomodoro ha bisogno alla base non comportino accumulo d'acqua. I vasi vanno collocati in una zona soleggiata e vicini - anche qui - ad un sostegno che possa agevolare la crescita in altezza.

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Andrea Pastore 29/07/2020

Guida alla coltivazione del peperone

Il peperone è il frutto (la bacca, detto in maniera più tecnica) della pianta Capsicum annuum, che per classificazione scientifica è inserita nella famiglia delle Solanacee, quella cui appartiene anche il pomodoro. Ortaggio dai molti colori (giallo, rosso, verde) e dalle forme spesso bizzarre, il peperone è impiegato largamente in cucina; nella sua versione piu "spinta" (il peperoncino, che proviene dallo stesso ramo botanico ma in più contiene la capsaicina), conferisce piccantezza ai piatti.

Terreno ideale per la coltivazione

Per la coltivazione, il peperone dolce predilige terreno sabbioso, arricchito da concime organico, e soprattutto ben drenato, affinchè sia scongiurato il rischio di ristagno d'acqua, assolutamente nocivo per la salute della pianta (se si sceglie il balcone, occorrerà un vaso ampio con un fondo extra di argilla).

Il clima ideale per la sopravvivenza è quello estivo, con buona esposizione solare e innaffiature frequenti. Proprio per questo, la semina avviene in inverno, in modo da arrivare al frutto pronto in primavera/estate. Considerando peso e dimensioni medie del peperone, è opportuno organizzare dei supporti che impediscano alla pianta di piegarsi.

Infine, è sempre consigliabile potare la pianta, che tende a "ramificare", scegliendo di seguire una "linea" omogenea. Questo accorgimento servirà anche ad evitare possibili malattie, di origine prevalentemente fungina.

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