La svolta ecologica di Poste Italiane

Veicoli a bassa emissione e tessuti atossici

Geecom 26/01/2020 0

Poste Italiane sposa la filosofia dell'energia pulita e della tutela dell'ambiente. Da alcuni giorni, infatti, in numerose città italiane (fra cui Imperia, Jesi, Barletta, Firenze, Cagliari, Salerno, Foggia, Piacenza, Reggio Calabria, Pisa, Napoli, Cesena, Taranto, Pescara) sono stati immessi nella circolazione stradale i nuovi motocicli Euro 4, che condurranno le emissioni di CO2 ad una consistente riduzione.

Contestualmente, l'aumento della capacità dei portapacchi posteriori, arrivati quasi a 100 litri, consentirà di accorpare e ridurre i viaggi per per i recapiti, anche in funzione del varo del nuovo programma "Joint Delivery", che estende gli orari delle consegne fino alle 19:45. Questi nuovi veicoli rafforzano una flotta "green" in continua espansione, che conta già numerosi tricicli elettrici al 100%, con potenza di 4kw e velocità massima di 45 km/h, nel pieno rispetto del CdS e dell'ecologia, tanto che una sola ricarica permette ai postini di effetturare l'intero giro di consegne quotidiano.

Da segnalare, poi, ad Imperia, l'introduzione dei tessuti "OEKO-TEX Standard 100" per le nuove divise dei postini: si tratta di una certificazione che attesta l'atossicità e salubrità di tessuti ed imbottiture, senza intaccare minimamente l'estetica e la funzionalità dei giubbotti.

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Andrea Pastore 13/12/2020

Giornata Internazionale della Montagna, è allarme ghiacciai: riduzione areale del 60%

Il riscaldamento climatico sta mettendo in crisi e in pericolo i ghiacciai alpini, causando la perdita di neve e ghiaccio e la degradazione del permafrost. E' l'allarme lanciato da Legambiente. Si stima che, negli ultimi 150 anni, la superficie glacializzata dell’arco alpino si sia ridotta addirittura del 60%.

La deglaciazione colpisce principalmente le Alpi Orientali: in base ai dati del Comitato Glaciologico Italiano (CGI), le Alpi Giulie hanno registrato un decremento volumetrico pari al 96%. Non stanno meglio le Alpi Occidentali e Centrali: sulle prime, sono pressochè scomparsi i ghiacciai delle Alpi Marittime; sulle Alpi Centrali, a preoccupare è il grande ghiacciaio dei Forni, secondo per estensione solo all’Adamello: attualmente si mostra appiattito e "crepacciato". Inoltre, la presenza ad alta quota del "black carbon", cioè le polveri derivanti da incendi e inquinanti in pianura (segno allarmante di un elevate impatto antropico), accelera la fusione del ghiaccio.

È quanto emerge in sintesi dal report finale "Carovana dei ghiacciai" realizzato da Legambiente in collaborazione con il Comitato Glaciologico Italiano (CGI) e presentato online il 10 dicembre, alla vigilia della giornata internazionale della montagna.

Nel report, oltre alle osservazioni sui tre settori alpini (occidentale, centrale e orientale), in virtù dei dati raccolti in questi anni dal CGI, Legambiente traccia un bilancio sullo stato di salute dei 12 ghiacciai alpini anche attraverso mappe, grafici e descrizione dettagliate, allo scopo di analizzare la differente reattività di ognuno ai cambiamenti cli­matici monitorati dal 17 agosto al 4 settembre 2020. La regressione dei ghiacciai - puntualizza l'associazione - comporta anche preoccu­panti conseguenze a valle, sulle risorse idriche, e un aumento del dissesto idrogeolo­gico.

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Andrea Pastore 18/03/2020

Coronavirus e qualità dell'aria, Arpa Lombardia smentisce correlazione

Si rincorrono, in questi giorni, notizie circa la stretta correlazione fra l'epidemia di Coronavirus e il miglioramento della qualità dell'aria, nel senso che le restrizioni imposte dal Governo hanno determinato una netta riduzione di spostamenti e dunque una netta riduzione di emissioni di gas di scarico nell'aria. Biossido e polveri sottili sarebbero in costante diminuzione, soprattutto a Milano e Roma, le metropoli più favorite dal decongestionamento del traffico.

Ma è davvero così automatico? In riferimento al caso meneghino, è una nota di ARPA Lombardia, Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, a fare chiarezza: "Arpa Lombardia giudica non opportuno fare, al momento, una valutazione specifica di merito, essendo la situazione in evoluzione e in quanto non dispone di tutti gli elementi necessari allo scopo. La priorità è, oggi, quella di mantenere attiva e funzionale la rete di rilevamento.

Un'analisi seria, che è nelle modalità abituali di operare di Arpa Lombardia, richiede dati quantitativi, come per esempio i flussi di traffico o la produzione industriale, oltre che analisi di laboratorio sul materiale particolato raccolto, effettuando così la ricerca di traccianti delle diverse sorgenti. Per fare confronti è necessario, altresì, considerare la meteorologia, elemento che varia di giorno in giorno.

Non si può quindi semplicemente confrontare la situazione di queste tre settimane con quella dell'anno precedente o delle tre settimane precedenti, poiché sarebbe una analisi semplicistica e superficiale. Pertanto, Arpa Lombardia smentisce categoricamente qualunque affermazione attribuita all'Agenzia sulla diretta correlazione tra le azioni di contenimento della diffusione del Covid-19 e il miglioramento della qualità dell'aria".

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Andrea Pastore 23/06/2020

Turismo sostenibile, istruzioni per l'uso

In un'epoca in cui l'inquinamento raggiunge livelli esponenziali, mettendo a repentaglio la sopravvivenza di interi ecosistemi, si parla molto di "turismo sostenibile". Questa espressione, ancor prima che una visione "imprenditoriale" legata al modo di proporre turismo da parte degli operatori di settore, racchiude una vera e propria filosofia di vita: viaggiare ed esplorare nuovi luoghi in totale armonia con la natura, rispettandola.

L'ideale di un equilibrio e di una convivenza che protegga la biodiversità. In Italia, ma d'altronde in tutta Europa, sono tante le strutture che permettono di coltivare questo tipo di turismo, anche sulla base delle indicazioni della UNWTO (United Nations World Tourism Organization).

Ovviamente, se esistono strutture ad hoc, esiste anche il turista "sostenibile", cioè colui che mette in pratica delle semplici regole. Non è difficile tracciarne una sorta di identikit. Innanzitutto, il viaggiatore "green" preferisce gli spostamenti in bicicletta, mezzo pulito e sicuramente adeguato per esplorare quegli scorci di paesaggio più complessi da raggiungere; poi, il "nostro" tende ad evitare gli alberghi e mira ai campeggi, o comunque a quelle suddette strutture dalla vocazione "verde" che puntino su mobilità sostenibile, raccolta differenziata, risparmio energetico, materiali eco-compatibili; infine, il viaggiatore "green" si avvale di accessori riutilizzabili e non usa e getta, ottimizzando dunque il bagaglio al seguito.

Per alcuni sono piccoli accorgimenti, per altri tutto ciò potrebbe essere una pesante rinuncia alle comodità. In realtà parlano i fatti: durante la pandemia, la scarsa presenza dell'uomo, o quantomeno la sua condotta meno impattante ha permesso alla natura di rifiorire, di "riesplodere" in tutta la sua bellezza.

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