Andrea Pastore 11/01/2021 0

Auto elettriche vantaggiose? Non per il CEO di Toyota

In un'epoca, come la nostra, in cui si parla sempre più di "evoluzione verde" e sostenibilità, e dunque di auto elettriche, ritenute meno impattanti a livello ambientale, fanno discutere e riflettere le parole di Akio Toyoda, CEO della Toyota, una delle case automobilistiche mondiali di punta.

In un incontro stampa prima di Natale, Toyoda ha parecchio "demitizzato" i veicoli elettrici. Innanzitutto per i costi necessari a concretizzare la transizione da benzina a elettrico, fra cui quelli legati - ad esempio - alla realizzazione capillare di infrastrutture per la ricarica.

Costi ricadenti, ovviamente, sull'acquirente finale, considerando che per un'utilitaria su strada elettrica ci vogliono almeno 30mila euro. In pratica, secondo Toyoda, il Giappone rimarrebbe senza elettricità se dovesse sostenere una flotta generalizzata di auto elettriche, con un investimento necessario di oltre 250 miliardi di dollari.

Ma il bello deve ancora venire. Infatti, lo stesso Toyoda, proseguendo sul filone nipponico, ha parlato anche di grandi "costi ambientali", perchè gran parte dell’elettricità in Giappone viene ottenuta bruciando carbone e gas naturale, mentre alla produzione di batterie sarebbe legato l'aumento eccessivo di emissioni di anidride carbonica. Certamente non un aiuto per l'ambiente. Di questo tema ci siamo occupati un articolo precedente, cui vi rimandiamo. Ad oggi, il carburante più ecologico resta il metano.

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Andrea Pastore 13/12/2020 0

Giornata Internazionale della Montagna, è allarme ghiacciai: riduzione areale del 60%

Il riscaldamento climatico sta mettendo in crisi e in pericolo i ghiacciai alpini, causando la perdita di neve e ghiaccio e la degradazione del permafrost. E' l'allarme lanciato da Legambiente. Si stima che, negli ultimi 150 anni, la superficie glacializzata dell’arco alpino si sia ridotta addirittura del 60%.

La deglaciazione colpisce principalmente le Alpi Orientali: in base ai dati del Comitato Glaciologico Italiano (CGI), le Alpi Giulie hanno registrato un decremento volumetrico pari al 96%. Non stanno meglio le Alpi Occidentali e Centrali: sulle prime, sono pressochè scomparsi i ghiacciai delle Alpi Marittime; sulle Alpi Centrali, a preoccupare è il grande ghiacciaio dei Forni, secondo per estensione solo all’Adamello: attualmente si mostra appiattito e "crepacciato". Inoltre, la presenza ad alta quota del "black carbon", cioè le polveri derivanti da incendi e inquinanti in pianura (segno allarmante di un elevate impatto antropico), accelera la fusione del ghiaccio.

È quanto emerge in sintesi dal report finale "Carovana dei ghiacciai" realizzato da Legambiente in collaborazione con il Comitato Glaciologico Italiano (CGI) e presentato online il 10 dicembre, alla vigilia della giornata internazionale della montagna.

Nel report, oltre alle osservazioni sui tre settori alpini (occidentale, centrale e orientale), in virtù dei dati raccolti in questi anni dal CGI, Legambiente traccia un bilancio sullo stato di salute dei 12 ghiacciai alpini anche attraverso mappe, grafici e descrizione dettagliate, allo scopo di analizzare la differente reattività di ognuno ai cambiamenti cli­matici monitorati dal 17 agosto al 4 settembre 2020. La regressione dei ghiacciai - puntualizza l'associazione - comporta anche preoccu­panti conseguenze a valle, sulle risorse idriche, e un aumento del dissesto idrogeolo­gico.

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Andrea Pastore 22/11/2020 0

Da Greenpeace la guida per scegliere i detersivi senza plastica

Qualche mese fa, Greenpeace, l'organizzazione ambientalista che ha nella difesa dell'ambiente la sua missione principale, ha diffuso il rapporto "Plastica liquida: l’ultimo trucco per avvelenare il nostro mare". L'analisi si è concentrata sui più comuni detersivi presenti sul mercato, selezionandone poco meno di 2mila attraverso il web.

Oltre il 20% dei prodotti considerati (commercializzati da marchi molto noti a livello internazionale) ha rivelato almeno un ingrediente a base plastica, e da un ulteriore - ma più ristretto - campione sono emerse le "microplastiche", cioè materie plastiche in forma solida inferiori ai 5 millimetri, ritenute le principali nemiche dell'ecosistema. Analisi successive più approfondite, sempre nell'ambito del campione ristretto già monitorato, hanno rivelato la presenza di particelle solide ancora più piccole con dimensioni inferiori a 50 micrometri (pari a 0,05 millimetri).

Alla luce di questi risultati, più recentemente Greenpeace ha elaborato una vera e propria guida - in formato cartaceo e digitale - per indirizzare l'utenza verso detergenti e detersivi privi di plastica, elencando tutti gli ingredienti nocivi e permettendo di verificarne la presenza nei prodotti al vaglio prima dell'acquisto.

"Tutte le materie plastiche utilizzate come ingredienti nei detersivi - ha spiegato Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace Italia - finiscono per essere disperse nell’ambiente, raggiungendo i nostri mari. Ciò accade perché molto spesso i filtri degli impianti di depurazione delle acque reflue non riescono a trattenere efficacemente le particelle solide presenti negli scarichi di casa".

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Andrea Pastore 24/10/2020 0

SUV e impatto ambientale, in Francia pensano ad una tassa sul peso

Da un lato il Governo, dall'altra le aziende costruttrici di automobili. Un aspro confronto che presto potrebbe materializzarsi in Francia, dove l'Esecutivo sta pensando ad una norma "particolare" che contrasti le emissioni nell'atmosfera di biossido di carbonio: imporre una tassa sui SUV, le auto di grandi dimensioni. Insomma, un vero e proprio balzello legato al peso di questi veicoli, "accusati" di incidere negativamente sull'ambiente.

Secondo indiscrezioni, tuttavia, la tassa non avrebbe un raggio d'azione molto ampio: pare infatti riguarderebbe i mezzi con peso superiore a 1800 kg (con un surplus di 10 euro per ogni kg in più), ma il peso medio dei veicoli transalpini è sensibilmente più basso (1200 kg); per questo, la Convenzione dei Cittadini per il Clima, il gruppo di lavoro da cui tutto è partito, spingerebbe ad abbassare la soglia a 1400 kg.

D'altro canto, gli industriali dell'automobile hanno replicato sottolineando che nell'ultimo scorcio di tempo l'aumento ponderale dei veicoli, dei SUV in questo caso, è unicamente legato all'installazione di sistemi e dotazioni di sicurezza.

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Andrea Pastore 10/10/2020 0

Una super batteria agli ioni di litio al servizio di un traghetto norvegese

Dopo l'approfondimento sulle auto ibride in questo precedente articolo, torniamo a parlare di questo tipo di tecnologia, questa volta applicata alle navi. Vi parleremo infatti della nave "ibrida plug-in" per eccellenza, la norvegese M/S Color Hybrid (appartenente alla flotta della compagnia nazionale Color Line) equipaggiata da una super batteria agli ioni di litio, la più grande al mondo.

Prodotta dal colosso Samsung, questa batteria incamera qualcosa come 5mila kWh (le migliori auto elettriche montano batterie da 100 kilowattora, tanto per farvi un'idea) ed ha un'autonomia di un'ora ad una velocità di 12 nodi (cioè 22 km/h). Per ottenere una tale capienza, necessaria e spingere i quasi 7mila CV del mezzo, la filosofia progettuale prevede l'assemblaggio in serie e in parallelo di più moduli di batterie.

Il traghetto, impiegato nella tratta fra i porti di Sandefjord (dove avviene il caricamento di energia) e Stromstad, misura più di 150 metri e può contenere 2mila passeggeri e 500 auto; la dotazione elettrica ha ridotto praticamente a zero l'emissione di gas nocivi, soprattutto nei pressi dei nuclei abitati, tanto che il progetto è quello di estendere la percorrenza verso altre rotte ed altre nazioni.

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