36 articoli dell'autore Andrea Pastore

Andrea Pastore 11/06/2020 0

Guida alla coltivazione del pomodoro

Indiscusso protagonista della cucina mediterranea, noto soprattutto per la sua versatilità, il pomodoro è il frutto (la bacca, per dirla in termini tecnici) di una pianta appartenente alla famiglia delle Solanacee. Ha origini sudamericane ed è stata importata in Europa dai coloni spagnoli. E' molto nutriente, per quanto poco calorico, e assunto sotto forma di estratto garantisce all'organismo una cospicua quantità di licopene, un antiossidante molto importante nelle prevenzione di alcune malattie. E pensare che inizialmente il pomodoro veniva usato soltanto per scopi ornamentali.

Terreno ideale per la coltivazione del pomodoro

Il pomodoro, che ama il caldo e non sopravvive al freddo, solitamente viene coltivato nell'orto, partendo da un semenzaio, o in vaso. Nel primo caso, paradossalmente, si parte proprio nei mesi freddi, cioè Gennaio e Febbraio. Si allestisce il cosiddetto "semenzaio", cioè una vera e propria serra in miniatura, un piccolo vivaio, con alcuni vasetti che ospiteranno 3-4 semi ciascuno. Il semenzaio dovrà essere "installato" in un luogo chiuso e soleggiato, affinchè si possano creare le condizioni migliori per ottenere piantine robuste.

Saranno proprio le più forti fra queste ad essere indicate per il trapianto nell'orto; ecco perchè è consigliabile creare un semenzaio con numerosi vasetti, proprio per avere maggiore possibilità di scelta. Il semenzaio migliore vuole terriccio sterile (dunque non contaminato) e un'irrigazione frequente ma che non determini ristagni d'acqua.

Arrivata la primavera, si procede al trapianto in orto o in vaso delle piantine germogliate. Nel primo caso, bisognerà scegliere un terreno assolato e preventivamente irrigato, ricordando di sistemare dei supporti (un bastoncino di legno, ad esempio) lungo i quali la pianta, che è tradizionalmente rampicante, possa svilupparsi; nel secondo caso, è bene scegliere vasi di almeno 30 cm di diametro, colmi di terriccio e argilla, affinchè le copiose innaffiature di cui il pomodoro ha bisogno alla base non comportino accumulo d'acqua. I vasi vanno collocati in una zona soleggiata e vicini - anche qui - ad un sostegno che possa agevolare la crescita in altezza.

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Andrea Pastore 04/06/2020 0

Emergenza ambientale da Covid-19: dove andranno a finire guanti e mascherine?

Che l'emergenza Covid-19 avesse ripercussioni di carattere sanitario ed economico era chiaro fin dall'inizio. Reparti ospedalieri al collasso e la maggior parte dei settori produttivi in ginocchio rappresentano il conto salato da pagare all'epidemia.

Ma adesso, soprattutto su impulso della associazioni ambientaliste (Legambiente in primis), sta venendo fuori un altro problema grosso, dalla portata potenzialmente devastante: dove andranno a finire guanti e mascherine non differenziati nel modo corretto, se non addirittura abbandonati per strada? Semplice. Oltre ad affollare i bordi delle strade, invaderanno le aree verdi e si disperderanno nel mare, inquinandolo e uccidendo tutti quegli animali che dovessero incappare in questi "bocconi di plastica".

Si perchè la maggior parte della mascherine è realizzata in polipropilene, un materiale che ha fatto la sua fortuna nell'industria della plastica, e sappiamo che plastica e mare non vanno propriamente d'accordo. In Oriente il fenomeno è già dilagante, tanto che mari e spiagge sono infestati dai DPI dismessi.

E in Italia? Il Ministero della Salute ha fortemente raccomandato di gettare guanti e mascherine nel bidone dell'indifferenziato, in 2-3 sacchetti uno dentro l'altro, resistenti e ben chiusi. Amiu Genova, azienda che si occupa dei servizi di raccolta e gestione rifiuti e di igiene urbana nel territorio del capoluogo ligure, ha stimato che se soltanto l’1% delle mascherine usate in un mese non venisse smaltito in modo corretto, si disperderebbe in natura qualcosa come 10 milioni di mascherine e quasi 40 tonnellate di plastica e sostanze sintetiche.

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Andrea Pastore 25/05/2020 0

Ecco il "Sentiero dei parchi", c'è l'accordo fra Ministero dell'Ambiente e CAI

Ministero dell’Ambiente e CAI (Club alpino italiano) hanno siglato un Protocollo d’intesa che prevede una più intensa collaborazione per promuovere l’educazione e le tematiche ambientali. L’accordo intende diffondere la cultura dell’ambiente, della biodiversità e dello sviluppo sostenibile, e valorizzare i sentieri nelle aree protette, favorendo la frequentazione consapevole delle Terre alte e la realizzazione di quel percorso eco-sostenibile che prenderà il nome di “Sentiero dei Parchi”, lanciato il 24 Maggio 2020 in occasione della Giornata europea dei Parchi.

L’attuale Sentiero Italia CAI, lungo oltre 7000 km, collega tutte le regioni italiane lungo la dorsale appenninica e l’arco alpino, dal nord della Sardegna alla provincia di Trieste. Un itinerario che abbraccia tutto il Paese attraverso le montagne e che attualmente attraversa già 18 dei 25 parchi nazionali e conta 85 tappe, su un totale di circa 400, comprese interamente o parzialmente all’interno dei loro confini.

Grazie all’accordo con il Ministero è prevista la realizzazione di specifiche varianti, così da comprendere tutte le aree protette, in un percorso di visita eco-sostenibile che unisca parchi, riserve della biosfera, siti naturalistici Unesco e patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Obiettivo del progetto è rilanciare le aree protette come luoghi di conservazione e di gestione della natura, che consentono ai residenti la possibilità di realizzare filiere economiche sostenibili.

La rete sentieristica dei parchi nazionali valorizza il patrimonio naturalistico e culturale delle aree protette e promuove la tutela e il presidio dei territori. Il Ministero dell’Ambiente è intervenuto negli ultimi anni in casi di particolare urgenza per la messa in sicurezza e il ripristino di reti sentieristiche dissestate a seguito di eventi estremi che hanno causato gravi danni ai territori dei parchi.

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Andrea Pastore 15/05/2020 0

"Olli", il minibus elettrico a guida autonoma: quando circolerà in strada?

C'è grande curiosità e attesa per capire quando e come avverrà il lancio su strada di "Olli", il piccolo bus a motore elettrico - il primo d'Europa a guida autonoma - che è stato testato nel perimetro torinese dell'ITCILO, il campus delle nazioni unite. Il veicolo, "controllato" (ma non guidato) da una sorta di steward, è spinto da propulsori elettrici, raggiunge una velocità di circa 35 km orari e può percorrere, con un ciclo di carica, poco meno di una cinquantina di km.

Finora, come detto, ha svolto il proprio servizio - prima del lockdown legato al Covid19 - soltanto nell'ambito dell'ITCILO, accompagnando i professori e gli studenti. Una dozzina per ogni viaggio, perchè quella è la capienza. Un'altra particolarità sta nel fatto che "Olli" è stato partorito montando componenti realizzate con stampa in 3d.

Le potenzialità di questo mini-bus, soprattutto sul piano ecologico, è evidente. Tuttavia, la totale innovatività del mezzo richiederà ulteriori prove (è pur sempre condotto da un'intelligenza artificiale) per approfondire anche la conoscenza tecnologica alla base dei concetti fondanti, sia da parte di chi lo ha realizzato e sia da parte delle nuove professionalità che saranno necessarie nel caso Olli prendesse davvero piede, principalmente in quelle città che soffrono terribilmente l'inquinamento atmosferico.

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Andrea Pastore 21/04/2020 0

Allarme siccità in Italia, "manca" il 60% della pioggia che abitualmente cade

Non bastasse l'emergenza da Covid-19, l'Italia è alle prese con un altro problema, non nuovo certamente: la siccità. Stando all'indagine condotta da Meteo Expert, che ha preso in considerazione la finestra temporale fra inizio Marzo e metà Aprile, quella attualmente in corso nel nostro paese è la primavera più secca da 60 anni a questa parte.

E il 60 si ripete, perchè oltre al lasso temporale che separa due "secchezze" così evidenti, è anche la quota percentuale di pioggia che è venuta meno; una media fra quello che è accaduto al Nord, più condizionato con un deficit di circa 9 miliardi di metri cubi d'acqua, e Sud, dove comunque la situazione non è tanto migliore.

I primi a pagare questa situazione sono stati fiumi e laghi, che hanno visto decurtare nettamente la loro portata, se si considera - andando molto più nel pratico - che in Italia è caduta la metà della pioggia rispetto alla "normalità", oltre 23 miliardi di metri cubi in meno del solito.

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Andrea Pastore 06/04/2020 0

Dal veto rigoroso al via libera in tempi di pandemia, il riscatto dei monopattini elettrici a NY

Complice la pandemia di Coronavirus che sta terrorizzando l'intero pianeta, facendo registrare numeri drammatici relativamente a contagi e perdite umane, lo stato di New York avrebbe fatto marcia indietro rispetto all'iniziale "veto" sulla circolazione di monopattini elettrici e biciclette "assistite".

Un paio di anni fa, San Francisco, la stessa New York e Los Angeles avevano fatto segnalare il boom di Bird, un modello di monopattino elettrico entrato di prepotenza sul mercato statunitense e diventato praticamente una moda. Le autorità governative non avevano guardato con favore alla cosa, ritenendo pericolosi questi tipi di veicoli.

Eppure, la praticità, il divertimento e il rispetto dell'ambiente offerti dai monopattini elettrici avevano conquistato gli americani. Se all'epoca era più un fatto di moda, adesso, con la necessità di evitare i mezzi pubblici a causa del virus, questi veicoli "smart", nel senso di agili e svelti, hanno rivelato tutta la loro utilità, tanto che lo stato di New York avrebbe dato l'ok alla legalizzazione, imponendo l'uso del casco ai minorenni e a tutti coloro che guidano monopattini e bici assistite che sviluppano una certa velocità.

Il beneficio immediato toccherà i fattorini (i cosiddetti riders) per le consegne di beni di prima necessità a chi, come è giusto che sia, deve stare in casa per scongiurare l'ulteriore diffusione del contagio.

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Andrea Pastore 28/03/2020 0

In piena pandemia, la natura riemerge prepotente

Se da un lato l'emergenza Coronavirus sta mietendo innumerevoli vittime umane, rendendo oltremodo indispensabile stare a casa e non affollare le strade, dall'altro, proprio lo svuotamento dei centri cittadini e di tutti quei posti abitualmente frequentati dall'uomo sta permettendo agli animali di tornare a farsi vedere. E a vivere.

Attaverso i social, sono parecchie le testimonianze di utenti che immortalano scenari faunistici inattesi, altri vengono semplicemente descritti con le parole.

A Milano, dunque a ridosso del focolaio del virus, si sono riviste le lepri nei parchi (una rarità, pensando a quanto siano normalmente spaventate dal caos e dal rumore) e i cigni ai bordi dei Navigli. A Venezia, i cui canali sono clamorosamente limpidi, a tutto vantaggio dei pesci, sono tornati a nidificare gli uccelli (anatre comprese).

I delfini fanno evoluzioni a Trieste e Cagliari, a poca distanza dalle banchine dei porti. In terra sarda, esodo dai boschi verso le zone maggiormente urbane da parte di cinghiali e cervi. "La pandemia ha fermato gli esseri umani, la natura si rigenera" ha twittato qualcuno.

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Andrea Pastore 18/03/2020 0

Coronavirus e qualità dell'aria, Arpa Lombardia smentisce correlazione

Si rincorrono, in questi giorni, notizie circa la stretta correlazione fra l'epidemia di Coronavirus e il miglioramento della qualità dell'aria, nel senso che le restrizioni imposte dal Governo hanno determinato una netta riduzione di spostamenti e dunque una netta riduzione di emissioni di gas di scarico nell'aria. Biossido e polveri sottili sarebbero in costante diminuzione, soprattutto a Milano e Roma, le metropoli più favorite dal decongestionamento del traffico.

Ma è davvero così automatico? In riferimento al caso meneghino, è una nota di ARPA Lombardia, Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, a fare chiarezza: "Arpa Lombardia giudica non opportuno fare, al momento, una valutazione specifica di merito, essendo la situazione in evoluzione e in quanto non dispone di tutti gli elementi necessari allo scopo. La priorità è, oggi, quella di mantenere attiva e funzionale la rete di rilevamento.

Un'analisi seria, che è nelle modalità abituali di operare di Arpa Lombardia, richiede dati quantitativi, come per esempio i flussi di traffico o la produzione industriale, oltre che analisi di laboratorio sul materiale particolato raccolto, effettuando così la ricerca di traccianti delle diverse sorgenti. Per fare confronti è necessario, altresì, considerare la meteorologia, elemento che varia di giorno in giorno.

Non si può quindi semplicemente confrontare la situazione di queste tre settimane con quella dell'anno precedente o delle tre settimane precedenti, poiché sarebbe una analisi semplicistica e superficiale. Pertanto, Arpa Lombardia smentisce categoricamente qualunque affermazione attribuita all'Agenzia sulla diretta correlazione tra le azioni di contenimento della diffusione del Covid-19 e il miglioramento della qualità dell'aria".

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Andrea Pastore 05/03/2020 0

Venerdì 6 Marzo 2020 torna "M'illumino di meno"

M’illumino di Meno è la Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili lanciata da Caterpillar e Radio2 nel 2005: l’edizione 2020 torna Venerdì 6 Marzo 2020 ed è dedicata ad aumentare gli alberi, le piante, il verde intorno a noi. L’invito di Caterpillar è piantare un albero, perché gli alberi si nutrono di anidride carbonica.

Gli alberi sono lo strumento naturale per ridurre la principale causa dell'aumento dei gas serra nell'atmosfera terrestre e quindi dell'innalzamento delle temperature. Gli alberi e le piante emettono ossigeno, filtrano le sostanze inquinanti, prevengono l'erosione del suolo, regolano le temperature. Gli alberi sono macchine meravigliose per invertire il cambiamento climatico.

Per frenare il riscaldamento globale bisogna cambiare i consumi, usare energie rinnovabili, mangiare meno carne, razionalizzare i trasporti. Tutti rimedi efficaci nel lungo periodo. Ma c'è poco tempo e il termometro globale continua a salire. Gli scienziati di tutto il mondo concordano: riforestazione.

Caterpillar invita Comuni, scuole, aziende, associazioni e privati a piantare un tiglio, un platano, una quercia, un ontano o un faggio. Ma anche un rosmarino, un ginepro nano, una salvia, un'erica o una pervinca major: tutto quello che si può piantare su un balcone. Sul davanzale un geranio. E maggiorana, basilico, timo e prezzemolo: piantare un giardino sulla finestra. Piantare viole del pensiero, ortensie e petunie in un vaso appeso alla parete. Piantare erba gatta.

Sono decine i Comuni e le aziende che stanno piantando alberi: Forestazione Urbana, Corridoi Verdi. Pianteranno 3 milioni di alberi a Milano entro il 2030. Dall'inizio di M'illumino di Meno il mondo è cambiato. L'efficienza energetica è diventata un tema economico rilevante e le lampadine ad incandescenza che Caterpillar invitava a cambiare con quelle a risparmio energetico, adesso, semplicemente, non esistono più. Ma spegnere le luci e testimoniare il proprio interesse al futuro dell'umanità resta un'iniziativa concreta, non solo simbolica, e molto partecipata.

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Andrea Pastore 26/02/2020 0

Da Brindisi le pellicole intelligenti che rivelano se il cibo è scaduto

Da Brindisi arriva una soluzione innovativa e utilissima per indicarci quando è il momento di disfarci di alimenti che si sono deteriorati, magari dopo lunga conservazione in frigorifero. I ricercatori del Centro Enea, infatti, hanno messo a punto delle "pellicole intelligenti", ottenute con zuccheri di mais e barbabietole e scarti agroalimentari.

In pratica, queste confezioni, interamente biodegradabili e compostabili, cambiano colore quando la pietanza inacidisce e dunque segnalano la sua non più commestibilità. Contestualmente, lo staff brindisino è al lavoro su bio-pellicole antimicrobiche in grado di allungare la scadenza dei prodotti.

Dunque, rispetto dell'ambiente e niente sprechi.

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